Packaging gender neutral: un modo consapevole di stare in società
Il packaging dei prodotti di largo consumo spesso traduce il genere in un sistema rigido di codici visivi, capaci di influenzare percezione, comportamento d’acquisto e persino il valore attribuito ai prodotti. Ma ci sono brand che stanno lavorando a un superamento concreto delle stereotipizzazioni, unendo l’inclusione culturale alla differenziazione commerciale. Non si tratta di “eliminare il genere”, ma di ripensare il rapporto tra identità, consumo e rappresentazione visiva. Per designer, converter e brand owner significa progettare sistemi culturalmente consapevoli, e la sfida non riguarda solo l’estetica, ma il ruolo stesso del packaging nella società contemporanea. Ecco qualche spunto internazionale che può essere d’ispirazione.
Humanrace per la diversità umana
Tra i casi più interessanti c’è Humanrace, il brand skincare fondato dal musicista Pharrell Williams. Qui i flaconi verde opaco eliminano i codici cromatici di genere tipici della cosmetica, mentre le geometrie morbide e modulari rendono il pack più vicino all’object design che al beauty tradizionale. L’aspetto più evoluto riguarda però l’accessibilità: i tappi riportano marcature tattili e braille embossato per identificare i prodotti della routine. Il packaging diventa così interfaccia inclusiva, non solo contenitore. Anche il sistema refill contribuisce a una comunicazione meno performativa e più funzionale, coerente con un’estetica contemporanea che privilegia durata e responsabilità ambientale.
L’essenzialità di Nécessaire
Diverso l’approccio di Nécessaire, che lavora sulla sottrazione. Tubi e flaconi adottano palette neutre, typography sans serif e layout quasi editoriali. L’effetto non è “medicale”, ma premium essenziale. La comunicazione evita completamente categorie come “for him” o “for her”, spostando l’attenzione su ingredienti, performance e sostenibilità. È una strategia rilevante perché ridefinisce il linguaggio del body care: il prodotto non viene più venduto come estensione identitaria del genere, ma come esperienza funzionale e sensoriale universale. Dal punto di vista produttivo, questo tipo di packaging richiede estrema precisione nei dettagli — texture, resa cromatica, finiture soft-touch, controllo tipografico — perché la riduzione degli elementi grafici rende visibile ogni imperfezione.
Always… for all
Il caso degli assorbenti Always rappresenta invece un intervento simbolico ma radicale su un brand storico fortemente connotato dal genere per sua stessa natura. P&G ha rimosso dalle confezioni il simbolo di Venere tradizionalmente associato al femminile, riconoscendo che le mestruazioni non riguardano esclusivamente le donne cisgender ma anche persone transgender e non binarie. Anche un singolo elemento grafico può funzionare da meccanismo di esclusione: in termini di visual communication, il redesign non stravolge la riconoscibilità del brand ma corregge un codice culturale implicito, dimostrando come il packaging possa evolvere senza perdere equity visiva.